Civetta

Perché Civetta?

“perché la incanta” o forse “perché la sponta su da per tut”

Queste due colorite espressioni, che ben identificano la montagna, sono state attribuite al grande alpinista triestino Emilio Comici. In effeti la risposta tipicamente da schietto montanaro ha un suo fascino e racchiude in sé il segreto che ogni montagna ha almeno una volta esercitato su ogni uomo.
Ma c’è anche una spiegazione storica per questo strano nome proposta da Domenico Rudatis. Egli infatti fa risalire l’introduzione nell’uso comune della parola latina Civitas ai primi coloni Romani, giunti in periodo paleocristiano alla testata del Cordevole attraverso le valli settentrionali. La denominazione venne verosimilmente loro ispirata accomunando la selva di cime intravista in lontananza, alle guglie di una gigantesca  “città turrita e merlata”. Dunque la denominazione Civetta sembra avere un significato preciso rievocato dalle forme e colori di questo imponente massiccio roccioso mentre il riferimento al volatile notturno sembra essere entrato nella parlata comune solo in tempi più recenti

Descrizone e lineamenti del Gruppo

Il gruppo della Civetta-Moiazza è morfologicamente caratterizzato da tre aspetti essenziali:

  • Un possente basamento che da fondo valle si erge per circa 1000 m costituendo il supporto per le alte pareti superiori
  • La costruzione che si eleva oltre i 2000 m fino alla cima principale 3220 m
  • Alcuni rilievi minori a Nord e a Ovest che si adattano e richiamano le forme meno aspre del versante zoldano a Est

La complessità della montagna appare subito evidente dalla differente conformazione con cui il gruppo del Civetta si presenta dai diversi versanti. Imponente ed elegantissima da Ovest, da Nord si erge con impressionanti pareti, simile ad un enorme sperone. Verso Est, verso la Val di Zoldo, degrada con minor asprezza riuscendo a ingannare l’osservatore circa le sue reali dimensioni. La parte Sud, costituita da tre formidabili costiere che si dipartono dalla vetta principale ne completa la complessità degli aspetti morfologici.

Più a Sud, separata solo da un alta forcella (Forcella delle Sasse 2476 m), la Moiazza completa il Gruppo, ricalcandone tanto a Ovest quanto  Est le caratteristiche morfologiche.

La Cima principale del massiccio domina dai suoi 3220 m un giro d’orizzonte impreziosito dalla posizione assai centrale rispetto alla regione dolomitica. Tuttavia la Civetta non va intesa solo come una meravigliosa terrazza sulle Dolomiti, a farla da padrona sono i panorami ravvicinati sulle sue stesse propaggini grazie ai quali la montagna si mostrerà nelle vesti e nelle dimensioni consone ad una vera regina.

Inoltre presso la vetta, senza per altro intaccare l’ambiente, il piccolo e accogliente Rifugio M.V. Torrani (2984 m)darà la possibilità di stazionare a grandi altezze e godere a pieno delle indefinibili sensazioni che solo un rosso crepuscolo saprà offrirvi lassù.

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